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Alla scoperta del secondo Preraffaellismo: nuovi orizzonti artistici


Abbiamo in precedenza esaminato gli artisti della prima generazione dei Preraffaelliti, comprendendo i loro ideali, lo stile delle loro opere e i capolavori intramontabili che esplicitano perfettamente i principi fondanti della Confraternita.


La seconda fase del Preraffaellismo si caratterizza per l'avvento di innovazioni significative. Si tratta di una transizione artistica e concettuale profonda che ha spinto i protagonisti di questo secondo momento cruciale a esplorare nuove direzioni, pur senza abbandonare completamente le radici del movimento originale.



Rossetti: un mentore per la seconda rivoluzione artistica del Movimento


Il movimento preraffaellita, nonostante i percorsi divergenti intrapresi dai suoi membri, ha continuato a plasmare l'arte inglese nella seconda metà del XIX secolo. La fase successiva, guidata da figure iconiche quali Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones e William Morris, ha ridefinito il panorama artistico dell'epoca, spaziando oltre la pittura e abbracciando arti considerate spesso minori, come l'arredamento, l'arte tipografica e la lavorazione e decorazione del vetro.


"Ecce Ancilla Domini! L'Annunciazione", Dante Gabriel Rossetti, 1850

Rossetti, nuovamente alla guida di questa seconda ondata, dopo un periodo di critica per la sua opera "Ecce Ancilla Domini! L'Annunciazione" decise di virare verso committenze private, collaborando con ricchi industriali. Nel 1853, Burne-Jones e Morris, accomunati dalla passione per il Medioevo, si incontrarono a Oxford, gettando le basi per una collaborazione che ha il grande merito di aver effettivamente esteso l'influenza preraffaellita ad altri ambiti artistici.


Il Medioevo, età vista come alternativa sociale e artistica alla modernità, è l'elemento cardine che unì Burne-Jones e Morris, ispirandoli a dedicarsi rispettivamente all'arte e all'architettura, dando il via ad una lunga serie di viaggi alla ricerca di dipinti preraffaelliti e cattedrali gotiche francesi. Il momento in cui Edward Burne-Jones fece la conoscenza di Rossetti, nel 1856, durante una lezione al Working Men's College di Camden, segnò un punto di svolta fondamentale. Burne-Jones, che allora era un allievo, il più promettente, venne informalmente guidato dal maestro Rossetti tramite lezioni di pittura private: gli acquerelli di Burne-Jones di questo periodo testimoniano l'impatto profondo di questa connessione.


Parallelamente, Morris fece il suo ingresso nello studio di George Edmund Street a Oxford, un importante architetto neogotico. L'inclusione di Morris nella cerchia di Rossetti, soprattutto in seguito al trasferimento dei due giovani artisti presso l'abitazione di Dante Gabriel a Red Lion Square, diede vita a una fervente collaborazione decorativa, in grado di trasformare gli ambienti della casa con l'utilizzo di decorazioni fortemente medievaleggianti.



La sfida della decorazione murale della Union Debating Hall di Oxford


Mentre Morris e Burne-Jones impreziosivano la casa di Red Lion Square, Rossetti stesso si incontrò con l'architetto Benjamin Woodward, autore del suggestivo design gotico dell'aula dei dibattiti. Rossetti radunò un gruppo di artisti per portare a compimento questo progetto unico, offrendo loro vitto e alloggio in cambio delle loro abilità. Parteciparono al progetto artisti come Arthur Hughes e John Roddam Spencer Stanhope, che contribuirono con entusiasmo alla creazione di dieci affascinanti scene tratte dalla Morte d'Arthur di Thomas Malory. Il ciclo, un'opera mastodontica, doveva immortalare le gesta di re Artù e i cavalieri della tavola rotonda.



In un gesto audace, gli artisti coinvolti si trasformarono anche in modelli per le figure maschili, mentre per quelle femminili si affidarono a schizzi preparati in anticipo o a ragazze locali. Sperimentando con l'affresco, una tecnica nuova per loro, applicarono la tempera direttamente sulla superficie asciutta, ignorando le conseguenze disastrose a lungo termine. Nonostante la vividezza iniziale delle tinte, dopo dieci anni la superficie era già visibilmente deteriorata, oggi notevolmente sbiadita. Tuttavia, questo progetto artistico non solo ha lasciato un'impronta indelebile sulla storia della Union Debating Hall ma ha anche catalizzato una nuova fase creativa nel preraffaellismo, con Rossetti a guidare il cammino.



The Firm: Morris, Marshall, Faulkner & Co


Nel proseguo dell'anno successivo alla maestosa decorazione murale dell'Oxford Union, William Morris, sotto l'ispirazione di Rossetti, completò l'opera magistrale "La Bella Isotta". Jane Burden, o "Janey" come era conosciuta, divenne la musa per questa creazione straordinaria, catturando l'attenzione di Morris durante una serata teatrale con Rossetti.


Morris, innamoratosi di Jane, la sposò nel 1859, ma il destino prese una svolta dolorosa quando Jane rivolse le sue attenzioni a Rossetti. Morris tentò invano di ritrarla su tela, lasciando dietro al dipinto una dichiarazione struggente:

"Ritrarti è per me impossibile, ma ti amo".

Questa delusione segnò una svolta nella vita di Morris, che abbandonò la pittura per applicare i principi del preraffaellismo alle arti decorative.


Proprio quelli che erano stati i nuovi principi fondanti del secondo Preraffaellismo, si concretizzarono ben presto, grazie alla visione artistica di William Morris, nella trasformazione della Debating Hall in un cenacolo artistico di stampo medievaleggiante e sede direttiva di "The Firm", a partire dal 1861.


The Firm, nota come "Morris, Marshall, Faulkner & Co" (1861-1875), azienda di arti decorative antenata della più tarda "Morris & Co" (1875-1940), si presentava come un progetto, un sogno, quello di Morris, Marshall, Faulkner, Madox Brown, Burne-Jones, Rossetti e Webb, i quali si proponevano di creare e vendere oggetti artigianali ma di design, di ispirazione medievale, per decorare gli interni delle abitazioni. Principi dell'estetica e di quello che sarebbe poi divenuto il Movimento Arts & Crafts si celano dietro questo memorabile punto di svolta e atto di unione di artisti capaci e visionari.


"La visione del Santo Graal" o "l'Arazzo del Conseguimento", Progetto complessivo di Morris, figure di Burne-Jones e sfondi di Dearle, Morris and Company, 1943x673, 1890

Fondata sulla filosofia di non possedere nulla nelle proprie abitazioni che non fosse utile o bello, estetico, The Firm si proponeva di trasformare ogni aspetto dell'arte decorativa. Dai disegni su stoffa alle vetrate, dalla lavorazione del metallo alla decorazione murale, Morris, Rossetti, e Burne-Jones credevano fermamente nella rivitalizzazione delle tecniche artigianali minacciate dalla produzione industriale in crescita. Burne-Jones, prolifico disegnatore, trasformò gli ideali di The Firm in una serie infinita di progetti per vetrate, piastrelle, arazzi e libri illustrati.




Sebbene inizialmente avesse risentito della depressione generale degli anni '60, l'azienda conquistò infine un enorme successo commerciale, aprendo un salone espositivo a Oxford Street, Londra, nel 1877.


L'eredità di The Firm si diffuse ben presto in Inghilterra, in Europa e in America, influenzando significativamente il mondo dell'arredamento. Anche se la Seconda guerra mondiale portò alla sua liquidazione, i modelli di Morris continuano a essere apprezzati e diffusi, testimoniando il duraturo impatto dell'audace visione artistica di Morris.



Rossetti: epilogo di una prolifica attività artistica


Nel seguito della sua epica impresa decorativa all'Oxford Union, Dante Gabriel Rossetti si immerse in un nuovo capitolo artistico, dipingendo un'opera che il poeta e drammaturgo esteta Algernon Swinburne descrisse come:

"più sbalorditiva di quanto si possa riuscire ad esprimere"

Il dipinto, ispirato a una frase del Decameron di Boccaccio ("Bocca basciata non perde ventura, anzi rinnuova come fa la luna") prese il nome di "Bocca Baciata", e fu un punto di svolta per Rossetti. In questa opera, dove la musa fu la suggestiva Fanny Cornforth, Rossetti abbandonò l'acquerello per abbracciare nuovamente la pittura a olio. "Bocca Baciata" si distingue per la sua chiarezza simbolica, contrapponendosi ai primi enigmatici dipinti preraffaelliti. I dettagli, come la rosa simbolo d'amore e le calendule evocative del dolore, conferiscono profondità e immediatezza al significato.


Questo quadro segnò l'inizio di una serie di dipinti focalizzati su figure femminili sensuali, ispirati ai maestri veneziani del XVI secolo, in particolare Tiziano e Giorgione. Nonostante le reazioni contrastanti da parte dei critici, Rossetti perseverò, abbracciando la pittura a olio di donne voluttuose, che trovarono un'accoglienza calorosa tra uomini d'affari e industriali.



La vita di Rossetti si intrecciò tragicamente con la morte della moglie Lizzie Siddall nel 1862, segnando un periodo di transizione. L'artista si allontanò da "The Firm" e trasformò la Tudor House a Chelsea in un rifugio di porcellane, strumenti musicali, e animali esotici. Durante questo periodo, iniziò una relazione con Jane Morris, la cui bellezza unica ispirò una serie di dipinti che la ritraevano come una dea o una figura letteraria.


"Astarte Syriaca", dante Gabriel Rossetti, 1877

Tra questi lavori nei quali le figure femminili sono accomunate dalla medesima tragica sorte, essendo spesso vittime di un amore forzato o infelice così come lo fu quello di Jane con Rossetti, spicca "Astarte Syriaca", commissionato a un prezzo considerevole. Questo dipinto monumentale ritrae la dea e regina mediorientale, accompagnata da figure alate che reggono fiaccole e fissano uno sguardo assorto verso un'eclisse parziale. Una creazione lontana dalla minuziosa cura dei dettagli dei primi lavori di Rossetti, ma intrisa di una nuova intensità poetica.

Così, le ultime opere di Rossetti, dal fascino di "Bocca Baciata" all'epica visione di "Astarte Syriaca", raccontano la storia di un artista che ha navigato tra le acque della sensualità e della tragedia, plasmando un lascito che continua a intrigare e ispirare.



Burne-Jones: una pittura di grazia, eleganza, dolcezza e patetismo


John Ruskin, nella sua visione eloquente, definì Edward Burne-Jones come

"il più fantastico di tutti i preraffaelliti"

un artista ricco di

"eleganza delicata e patetica".

Il viaggio artistico di Burne-Jones, iniziato con la decorazione dell'Oxford Union, si sviluppò in un intricato intreccio di stili e influenze, aprendo le porte a una nuova era nell'arte.


"Verde estate", Edward Coley Burne-Jones, 1868, Olio su tela, 64,7 x 106,1 cm, Collezione privata

Burne-Jones e sua moglie Georgiana, ospitali e accoglienti, diedero vita a una casa a Chelsea frequentata da luminari come Morris, Ruskin, Rossetti e Swinburne. Gli anni '50 e '60 lo videro al lavoro instancabile per "The Firm" e altre società, lasciando il segno con arredi e vetrate per edifici religiosi. Il suo stile evolvette, influenzato dai maestri veneziani, come dimostra l'opera "Verde Estate", frutto del viaggio con Ruskin in Italia, nella quale sono ritratte otto fanciulle sedute in un paesaggio immaginario dominato dal verde e dal dato naturale.


La figura di Maria Zambaco, presentata da una famiglia greca facoltosa, gli Ionides, divenne una musa ispiratrice per Burne-Jones. Questo periodo segnò una serie di dipinti e soggetti, tra cui Fillide e Demofonte ritratti nell'L'Albero del Perdono, carichi di intensità e simbolismo.


In occasione dell'esposizione alla Grosvenor Gallery del 1877, Burne-Jones entrò in contatto con altri artisti, non solo preraffaelliti, ma esponenti che si richiamavano all'estetismo. Tra questi vi erano Sir Lawrence Alma-Tadema (1836-1912) e James Abbot McNeill Whistler (1834-1903). In seguito ad un'accesa polemica esplosa tra Whistler e Ruskin - nella quale il secondo pose una critica di gusto sulle opere del primo, tanto pesante da guadagnarsi una citazione in tribunale per diffamazione - Burne-Jones si allontanò dalle difese che prese inizialmente nei confronti di Ruskin, avvicinandosi alle posizioni di Whistler.


La tentazione di eva - Stanhope

Per via di questo progressivo avvicinamento, tra gli anni '60 e '70, l'influenza del movimento estetico fece breccia nel lavoro di Burne-Jones, mentre il culto dell'estetismo dell'arte per l'arte, dell'arte fine a sé stessa, si diffondeva sempre più. Il suo approccio andò allontanandosi progressivamente dalla rigidità etica ma il suo legame con Rossetti e l'eredità preraffaellita continuarono a esercitare un'influenza duratura, attirando seguaci come John Roddam Spencer Stanhope, William Bell Scott e altri. Proprio Stanhope, che aveva collaborato agli affreschi per la Union Debating, divenne uno dei maggiori seguaci di Burne-Jones, guadagnandosi il merito di aver riportato in auge la tecnica della tempera utilizzata dai pittori italiani prerinascimentali e di riuscire a rievocare, attraverso le sue opere come "la tentazione di Eva", le opere dei maggiori artisti italiani del primo Rinascimento come Botticelli e Piero della Francesca.




Le ultime pagine dell'Arte Preraffaellita


L'epilogo del XIX secolo segnò il tramonto di tre illustri figure preraffaellite, lasciando un'eredità di genio artistico, ma anche di struggenti tragedie personali.


  • Dante Gabriel Rossetti, anima tormentata del movimento, scomparve nel 1882 all'età di 54 anni. Una decennale battaglia con la depressione lo portò a ricorrere a dosi massicce di cloralio idrato e whisky, isolandosi progressivamente. Durante gli ultimi anni, Rossetti decise persino di riesumare i manoscritti dei suoi versi, seppelliti accanto alla moglie Elizabeth, pubblicandoli nel 1870. Tuttavia, la sua poesia fu oggetto di feroci attacchi, soprattutto da parte di Robert Williams Buchanan nel 1871, che la definì oscena e lasciva.


  • Tre anni dopo la morte di Rossetti, Edward Burne-Jones fu eletto membro associato della Royal Academy, sebbene la sua partecipazione fu breve, limitandosi a un singolo quadro. Anch'egli, come Rossetti, si ritirò gradualmente, immergendosi nei miti arturiani. La sua opera più significativa di questo periodo fu "Il Sonno di Artù ad Avalon", un gigantesco dipinto intrapreso nel 1881 che rimase incompiuto alla sua morte nel 1898.

"L'Ultimo Sogno di Re Artù ad Avalon", Edward Coley Burne-Jones

  • Sir John Everett Millais, ricevuto il titolo di baronetto nel 1885 e nominato presidente della Royal Academy nel 1896, morì pochi mesi dopo aver accettato l'incarico. Negli anni '70, Millais si era distolto dai principi preraffaelliti, creando paesaggi malinconici, tra cui "Ginestrone Bagnato dalla Rugiada" e "Gelido Ottobre". La sua pittura, una volta avulsa dai dettami preraffaelliti, gli fruttò notevole successo e guadagni eccezionali.


  • William Holman Hunt, al contrario, tornò ai soggetti storici, commissionato nel 1878 per dipingere un ciclo di affreschi sulla storia di Manchester. Quest'opera, che lo impegnò fino alla morte, differisce dai lavori degli altri preraffaelliti, mantenendo una rigorosa precisione tecnica.


Questi capitoli finali dei preraffaelliti, segnati da isolamento, lotta e cambiamenti stilistici, riflettono la complessità delle loro vite artistiche e il lascito duraturo che hanno conferito alla storia dell'arte.



Preraffaelliti e Oltre: un'influenza artistica duratura


"La guerra boera, 1900 - la scorsa estate era tutto più verde"

L'influenza del Preraffaellismo si fa evidente negli ultimi anni del XIX secolo, quando il movimento preraffaellita della seconda generazione emerge come corrente dominante nelle mostre londinesi, influenzando artisti come John William Waterhouse e Kate Bunce. Il romanticismo di Rossetti si fonde con la fedeltà naturalistica di Millais e Hunt in opere come "La guerra boera" di John Byam Liston Shaw.


Negli anni '90 del XIX secolo, artisti come Waterhouse fondono classicismo ed estetismo preraffaellita in opere come "La dama di Shalott", nella quale, circondata da un paesaggio autunnale, la dama di Shalott si allontana da Camelot trasportata dall'acqua, rassegnandosi al suo tragico destino così come l'eroina dell''Ofelia di Millais, esposta nuovamente nel 1886.



L'eco del Preraffaellismo, inoltre, attraversa l'Atlantico grazie a una mostra del 1857 tenutasi a New York, Boston e Philadelphia, influenzando i preraffaelliti americani guidati da Thomas Charles Farrer e riuniti nella Association for the Advancement of Truth in Art. In Europa, le opere di Hunt e Millais esposte nel 1855 a Parigi ebbero un'influenza ancora più profonda, plasmando artisti come Eugène Delacroix. Burne-Jones e Rossetti esercitarono una maggiore influenza sul simbolismo europeo sul finire dell'Ottocento, come evidenziato dalle opere di Fernand Khnopff che riecheggiano il languido stile di Rossetti.



L'eredità artistica della seconda fase del Preraffaellismo, con la sua fusione all'artigianato, al design, all'estetismo e al romanticismo, continua a lasciare un'impronta indelebile sull'evoluzione dell'arte, dimostrando la duratura rilevanza e influenza di questo movimento rivoluzionario nel panorama artistico globale.

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