La prima rivoluzione artistica dei giovani ribelli: i Preraffaelliti
- Desirée Cerritelli
- 23 set 2023
- Tempo di lettura: 11 min
Aggiornamento: 24 set 2023
Nella vibrante seconda metà del XIX secolo, un gruppo di artisti audaci, la "Pre-Raphaelite Brotherhood" (PRB), dette vita a una corrente artistica che avrebbe scosso l'Inghilterra. Stanco delle rigide norme e delle convenzioni imposte dalla Royal Academy, questo giovane e intraprendente gruppo, con età compresa tra i 19 e i 23 anni, si batteva per rinnovare la pittura inglese. Per i Preraffaelliti, l'arte aveva perso il suo splendore a causa delle restrizioni imposte dalla tradizione. Sognavano un ritorno alla purezza dell'arte medievale, sfidando il Rinascimento e i suoi modelli italiani, in particolare il grande Raffaello. Oscar Wilde, nella sua opera "The english renaissance of art", ha regalato ai posteri una sintetica ma puntuale descrizione della Confraternita:
"Si facevano chiamare preraffaelliti, non che imitassero i maestri italiani prerinascimentali, ma nel loro lavoro, in contrapposizione alle facili astrazioni di Raffaello, trovavano un più forte realismo immaginativo, un più attento realismo tecnico..."
Inizialmente, i dipinti della Confraternita si presentavano come un mix di scienza e innovazione, con soggetti radicali e uno stile audace. Nonostante le differenze di stile tra i membri del gruppo, come John Everett Millais, William Holman Hunt e Dante Gabriel Rossetti, essi lavoravano insieme, trascorrendo ore all'aperto e visitando gli studi degli altri. Anche se il gruppo si sciolse nel 1853, molti rimasero fedeli alla missione di ritrarre ogni aspetto della natura. In alcune opere, i colori e i dettagli erano così ricchi che sembrava impossibile coglierli a occhio nudo.
La seconda fase del movimento vide Dante Gabriel Rossetti guidare artisti come Burne-Jones e William Morris verso un affascinante mondo medievale e un'iconografia femminile iconica.
Alla fine del secolo, l'estetica Preraffaellita aveva conquistato nuovi orizzonti, esprimendosi nelle vetrate, nella scultura e nell'arredamento. L'arte Preraffaellita non era più solo per l'élite, ma attraeva anche gli industriali e i commercianti della classe media, affascinati da questa rivoluzione artistica.
LE VOCI: LA FIORITURA DEL MOVIMENTO
Nel 1851 venne allestita presso il Crystal Palace la grande Esposizione Universale di Londra, il più alto manifesto della rinnovata e potenziata industria inglese, ma anche mirino delle contrastanti ideologie che condannavano il moderno sistema economico e sociale dell’epoca vittoriana. È in questa vibrante temperie culturale che un gruppo di studenti della Royal Academy entrano in urto con l’istituzione dominante e decidono di dare vita al celebre movimento preraffaellita. Istituzionalmente fondata nel 1848 e pensata come una riforma della pittura inglese, la Confraternita dei Preraffaelliti si presentava come una reale forma di fratellanza sancita tra i suoi primi e massimi esponenti: Dante Gabriel Rossetti (1828-82), William Holman Hunt (1827-1910) e John Everett Millais (1829-96) i quali, paradossalmente, potevano vantare una solida preparazione acquisita presso la Royal Academy e la National Gallery di Londra.
Nella prima metà del XIX secolo entrambe le gallerie prediligevano, per le proprie sale espositive, opere rigorosamente di gusto accademico e rinascimentale, ispirate dal massimo esponente del ‘500 italiano: Raffaello. I preraffaelliti rifiutavano, invece, le convenzioni accademiche del Rinascimento e i suoi protagonisti considerati artificiosi, promuovendo un ritorno alla purezza, all’immediatezza ed essenzialità dell’arte medievale.
Il pensiero preraffaellita trova, però, fondamento nell’opera di ulteriori importanti personaggi a loro precedenti: l’illustratore e scrittore inglese William Blake (1758-1827) e il letterato e pittore svizzero Johann Heinrich Füssli (1741-1825) considerati entrambi come precursori della rivoluzione romantica effettuata poi dalla Confraternita.
William Blake ebbe un’importante influenza ideologica e stilistica sulla produzione pittorica di Rossetti in particolare modo, influenzandolo, seppur indirettamente, attraverso la ripresa del tema Dantesco nella serie di illustrazioni ad acquerello della Divina Commedia che il poeta realizzò dal 1824 sotto l’incarico di John Linnell. L’apparato iconografico in questione si presentò come una programmatica rivisitazione in chiave romantica della Commedia di Dante Alighieri, visibile nelle atmosfere sognanti e incantate.
Johann Heinrich Füssli traeva ispirazione per le sue opere dal potere dell’immaginazione, dal dato misterioso e fiabesco tratto direttamente dalle opere teatrali di William Shakespeare e dell’esperienza sublime che egli ricercava nei mitici testi della Genesi e della Bibbia tutta. Si configura come personaggio di rilievo nell’ispirazione dei Preraffaelliti anche grazie alla sua romantica rappresentazione di immagini oniriche e allucinanti, simboli tanto cari alla Confraternita.
Se l’ostile critica londinese del tempo non era ancora pronta a considerare come arte la produzione pittorica della Confraternita, lo scrittore e critico d’arte John Ruskin (1819-1900) condivideva con i Preraffaelliti il disagio nei confronti della civiltà industriale e il prevalere della produzione meccanica, considerata nemica della libera creatività. Nel 1846 era stato pubblicato il secondo volume della raccolta “Modern Painters” di Ruskin, nel quale egli afferma che:
"le bellezze naturali sono manifestazioni e doni di Dio e che è compito dell’arte rendere visibile il patrimonio religioso e spirituale della società".
Tale precetto divenne il credo dell’attività della Confraternita, la quale propose l’attenzione al vero e alla quotidianità del fatto sacro in una forma di rinnovata religiosità.
Il modello d’ispirazione storico-culturale tanto per le ideologie di Ruskin quanto per l’arte Preraffaellita, è, dunque, il medioevo, periodo nel quale il sentimento popolare poteva trovare espressione diretta nella creazione artistica e nel quale la produzione artigianale era ancora la prediletta. Temi fondamentali sono quelli romantici, fiabeschi e magici già presenti nelle opere di altri due inquieti e ambigui artisti vittoriani: Richard Dadd (1817-1886) e John Anster Fitzgerald (1819-1906) con le loro minuziose rappresentazioni di fate e soggetti fiabeschi resi in chiave cupa e onirica.
Sembrerebbe, dunque, banale minimizzare i membri della Confraternita Preraffaellita semplicemente come “giovani ribelli” se il loro fervido percorso andava originandosi da un panorama culturale tanto ricco ed eterogeneo.
ISPIRAZIONI DALL'ITALIA: COME IL PRERINASCIMENTO INFLUENZO' LA CONFRATERNITA
Nonostante i collezionisti e gli eruditi inglesi iniziassero a raccogliere opere di artisti come Duccio di Buoninsegna, Jan van Eyck e Beato Angelico, la National Gallery non vantava opere italiane prerinascimentali. I Preraffaelliti, che non avevano mai messo piede in Italia, scoprirono gli artisti che amavano solo attraverso copie e riproduzioni. In particolare, trassero ispirazione dalle incisioni di Carlo Lasinio, basate sugli affreschi quattrocenteschi di Benozzo Gozzoli nel Camposanto di Pisa, pubblicate nel 1828. Queste incisioni, nonostante la loro prospettiva semplice, incarnavano tutto ciò che i Preraffaelliti veneravano nell'arte, spingendoli a sfidare l'influenza ancora predominante di Reynolds alla Royal Academy.

Le prime opere della Confraternita dei Preraffaelliti, contraddistinte da linee nitide e una prospettiva pura, riflettevano chiaramente l'ispirazione derivata dalle incisioni di Lasinio. Tuttavia, un solo individuo, Brown, aveva avuto un contatto diretto con l'arte italiana prerinascimentale, ma era un lupo solitario. La sua esperienza europea, compreso un viaggio a Roma, dove studiò il lavoro dei Nazareni, trasformò radicalmente il suo stile.
I Nazareni, formatisi come ribelli all'Accademia di Vienna nel 1809, condivisero molte similitudini con i Preraffaelliti. Come loro, respinsero le tinte scure, i gesti manieristici e le espressioni dei loro contemporanei, ribadendo l'obiettivo di rinnovare l'arte religiosa attingendo all'ispirazione, alla tecnica e ai simboli dell'arte prerinascimentale italiana e nordeuropea. I dipinti di artisti come Johann Friedrich Overbeck, Peter von Cornelius e Franz Pforr si contraddistinsero per un realismo meticoloso e una predilezione per l'arte primitiva. Questo periodo fu un'epoca di sconvolgimenti artistici che ridefinì il panorama artistico dell'Ottocento.
LA MOSTRA DEL 1849 E LE PRIME ESPOSIZIONI
Nel 1849, le prime opere che abbracciavano i principi estetici della Confraternita furono esposte, in particolare le opere che erano in linea col rispetto per la natura (truth to nature). All'epoca, alla mostra della Royal Academy, Hunt presentò "Cola di Rienzo fa voto di ottenere giustizia per la sorte del fratello", dipinto ispirato da un romanzo di Edward Bulwer-Lytton. L'opera fu realizzata direttamente in piena luce del giorno. In mostra c'era anche "Lorenzo e Isabella" di Millais, ispirata alla poesia di John Keats, "Isabella o il vaso di basilico." Quello stesso anno, Rossetti esibì "L'adolescenza di Maria Vergine", caratterizzata da dettagli simbolici influenzati dai grandi artisti del primo Rinascimento.
Queste opere, tutte contrassegnate dall'acronimo "PRB", furono ben accolte dalla critica, che notò il "medievalismo" degli artisti. "Lorenzo e Isabella" ricevette particolari elogi, con una recensione dell'Art Journal che affermava:
"Questa opera segna la nascita di un giovane grande pittore, con un'aspirazione pura seguendo la scuola primitiva fiorentina."
L'opera raffigura l'eroina della poesia di Keats vicino all'amato Lorenzo, che le offre metà di un'arancia rossa. L'immagine di una decapitazione al centro di un piatto di maiolica allude al tragico destino della coppia. Millais dimostrò un'impeccabile attenzione alla fedeltà storica, come fecero anche gli altri Preraffaelliti, dettagliando con cura abbigliamento, accessori e arredi dell'epoca del racconto. Per documentarsi accuratamente, Millais si basò sul testo di Camille Bonnard, "Costumi dei secoli XIII, XIV e XV" (1829-1830), utilizzando le tavole per i costumi e le acconciature di Isabella. A differenza della pittura accademica, che spesso si affidava a calchi o convenzioni, Millais utilizzò familiari e amici come modelli per i personaggi principali: Rossetti posò per l'uomo con il bicchiere in mano sullo sfondo, mentre Mary, la moglie di Henry Hodgkinson (fratellastro di Millais), fu il modello per Isabella.
LA RIBELLIONE: DALLA RIVISTA "THE GERM" ALLE ACCESE CRITICHE
Dopo aver ricevuto acclamazioni per le loro opere, i membri della Confraternita decisero di dar vita a una rivista, "The Germ: Thoughts Towards Nature in Poetry, Literature and Art." Questa rivista non solo ospitava i contributi dei Preraffaelliti, ma anche quelli di poeti e scrittori come William Bell Scott, Coventry Patmore e Christina Rossetti. Per quanto concerne quest'ultima, sorella di Dante Gabriel, la rivista ci fornisce uno spaccato della sua prima carriera poetica, da collocare durante la sua tarda adolescenza. La rivista ha pubblicato sette poesie di Christina Rossetti in tre numeri, tra cui "Dream Land" e "An End". Sebbene pubblicata sotto lo pseudonimo di "Ellen Alleyn", l'identità di Christina era senza dubbio conosciuta tra i suoi colleghi collaboratori, tutti uomini. Benché "The Germ" abbia avuto una breve vita a causa delle scarse vendite, contribuì a diffondere la poetica dei Preraffaelliti a un pubblico più ampio. Tuttavia, in questa rivista, l'enigmatico acronimo "PRB" presente sulle loro opere rimase un mistero. Alcuni critici ipotizzarono che potesse significare "Please Ring Bell" o addirittura "Penis rather better," mentre altri temevano fosse collegato a una società segreta rivoluzionaria che minacciava l'establishment artistico e religioso.
Il vero scandalo iniziò con il dipinto di Millais, "Cristo nella casa dei genitori", che fu oggetto di critiche feroci. Le critiche si concentravano su caratteristiche come i volti irregolari dei personaggi e la mancanza di prospettiva classica, che sfidavano le

convenzioni artistiche dell'epoca. Queste critiche ebbero un impatto negativo sulle vendite delle opere, portando Collinson a lasciare la Confraternita e Hunt a lottare con problemi finanziari, rischiando di abbandonare la pittura.
Le critiche continuarono anche dopo la mostra del 1851 alla Royal Academy, in cui furono esposti dipinti come "Valentino salva Silvia da Proteo" di Hunt e "La figlia del boscaiolo" di Millais. Quest'ultimo dipinto, ispirato a un testo di Coventry Patmore, raffigurava una giovane tradita da un aristocratico, un tema prediletto dai Preraffaelliti. Nonostante le difficoltà iniziali nella vendita di quest'opera, il sostegno di Patmore attirò l'attenzione del principale critico d'arte inglese, spingendo i Preraffaelliti a consolidare la loro identità come movimento artistico.
Il Times affermò che gli artisti contrassegnati come "PRB" esprimevano:
"una negazione totale della prospettiva e delle leggi tradizionali di luce-ombra, un rifiuto della bellezza in qualsiasi forma e una singolare, esagerata, attenzione al dettaglio più minuto dei soggetti ritratti".
JOHN RUSKIN: L'INFLUENZA DECISIVA SUI PRERAFFAELLITI

Nell'epoca vittoriana, John Ruskin si ergeva come l'arbitro supremo del gusto artistico. Prima che i Preraffaelliti entrassero in scena, Ruskin aveva già pubblicato due volumi del suo saggio "Pittori moderni," e la sua opinione poteva decretare il destino di un artista.
L'incontro tra Ruskin e i Preraffaelliti avvenne nel 1850, quando l'artista William Dyce lo portò alla Royal Academy per mostrargli "Cristo nella casa dei genitori" di Millais. Ruskin rilevò una straordinaria affinità tra questo dipinto e la sua visione dell'arte. Su invito di Coventry Patmore, Ruskin scrisse al Times in difesa dei giovani artisti, e compose un pamphlet intitolato "Pre-Raphaelitism."
Condividendo con la Confraternita l'idea che l'arte pre-rinascimentale fosse spontanea e pura, e che quella successiva fosse in declino, Ruskin non esitò a esaltare il loro naturalismo e il loro rifiuto delle convenzioni accademiche. Mentre evitava di incoraggiare le tendenze legate alla Chiesa alta, Ruskin lodava l'uso della prospettiva da parte dei Preraffaelliti, definendo le loro opere
"più sincere e complete di qualsiasi dipinto successivo all'epoca di Dürer."
Le sue parole sagge zittirono anche i critici più ostinati, affermando che i Preraffaelliti stavano dando vita a una delle correnti artistiche più nobili degli ultimi trecento anni. Ruskin difese l'idea che, guidati con saggezza, i Preraffaelliti avrebbero ritratto la realtà senza essere schiavi delle convenzioni, promuovendo un ritorno all'età primitiva in un senso unico: dipingendo ciò che vedevano o immaginavano, senza preoccuparsi delle norme convenzionali.
I PRERAFFAELLITI E IL CONFRONTO CON LA MODERNITA'
Nell'epoca vittoriana, mentre Londra sfuggiva alle tumultuose rivoluzioni europee degli anni '40, l'Inghilterra si confrontava con molteplici sfide. La Confraternita dei Preraffaelliti si formò in un momento di agitazione sociale. Negli anni 1846 e 1847, la carestia causò l'aumento dei prezzi dei generi alimentari, e i cartisti, che chiedevano il suffragio universale maschile e una riforma elettorale, rappresentavano una minaccia per il governo.
Il 1848 vide la manifestazione dei cartisti a Kennington Common, alla quale parteciparono anche Millais e Hunt. Anche se la manifestazione fu pacifica, in tutto il paese scoppiarono rivolte sociali. Le città stavano rapidamente trasformandosi, con la proliferazione di fabbriche e laboratori nell'Inghilterra settentrionale. Nel 1841, per la prima volta, il censimento rivelò che più persone vivevano nelle città che nelle campagne, a causa dell'espansione delle aree urbane.
Questi cambiamenti sociali si riflettevano nelle opere dei Preraffaelliti. Ad esempio, Ford Madox Brown affrontò il tema dell'urbanizzazione in "Un pomeriggio d'autunno inglese", mostrando una vista verso Kenwood House e Highgate Church. Ruskin fu sconcertato dalla scelta del tema, ma Brown difese la sua scelta, affermando che era ciò che vedeva dalla sua finestra. La città in rapida evoluzione divenne un soggetto ricorrente nelle opere dei Preraffaelliti, dimostrando il loro interesse per le questioni contemporanee. Opere come "Acciaio e carbone" di William Bell Scott celebravano l'industrializzazione e la Rivoluzione industriale. Questi artisti esaltavano l'attività umana e rappresentavano la realtà in modo straordinariamente dettagliato, creando un'esperienza visiva coinvolgente per gli osservatori.
I Preraffaelliti affrontarono anche le problematiche sociali e politiche della città industriale, tra cui la prostituzione, evidenziata da Henry Mayhew nella sua opera "London Labour and the London Poor" del 1849. Hunt, ad esempio, ritrasse questo tema in "Il risveglio della coscienza", raffigurando una donna in una situazione peccaminosa che cerca di liberarsi dall'abbraccio di un seduttore. Questi dipinti rivelano l'impegno dei Preraffaelliti nell'affrontare le questioni cruciali della loro epoca attraverso l'arte.
IL TRAMONTO DELLA PRIMA FASE DEL PRERAFFAELLISMO
Negli anni '50, i Preraffaelliti avevano raggiunto una notevole fama, con le loro opere esposte in modo prominente alla Royal Academy. Tuttavia, nella Confraternita emersero alcune crepe. Nel 1850, Collinson si allontanò dal gruppo, e nel luglio 1852 Woolner, a causa della mancanza di commesse, decise di emigrare in Australia. Brown immortalò questa partenza nel suo dipinto "La partenza dall'Inghilterra".
Nel 1852, Millais presentò "L'ugonotto" alla Royal Academy, ottenendo un'accoglienza entusiasta. L'anno successivo, fu eletto membro associato della Royal Academy, l'istituzione che avevano criticato fin dall'inizio. In seguito a questa elezione, Rossetti scrisse a sua sorella Christina:
"Ora l'intera Tavola rotonda può dirsi sciolta."

Negli anni '60, Rossetti si allontanò dal principio della "fedeltà alla natura" promosso dalla Confraternita, abbracciando un simbolismo personale ispirato ai temi cavallereschi e alla poesia medievale. Nutrì un profondo interesse per il misticismo, influenzato dall'artista e poeta visionario William Blake. Hunt, nel 1854, intraprese un viaggio in Egitto e in Palestina per dipingere scene bibliche e ritornò in quei luoghi più volte. La sua situazione economica migliorò notevolmente grazie alla vendita de "Il servo pastore" e al successo de "La luce del mondo". Una delle sue opere più importanti fu "Il ritrovamento del Salvatore nel tempio", che ritraeva l'episodio in cui Maria e Giuseppe ritrovano Gesù nel tempio. Hunt studiò attentamente i costumi e i riti giudaici antichi per rappresentare con precisione questo evento storico. Hunt fu l'unico membro della Confraternita a rimanere fedele agli ideali originari dei Preraffaelliti.
La fine della prima fase del Preraffaellismo segnò una svolta significativa nelle carriere degli artisti coinvolti. Mentre i Preraffaelliti avevano inizialmente unito le loro forze in nome della "verità alla natura" e dell'innovazione artistica, i cambiamenti personali e artistici cominciarono a farsi strada. La partenza di alcuni membri, come Collinson e Woolner, e il mutare degli stili di pittura di altri, come Millais e Rossetti, rivelarono la complessità di questo movimento. Le parole di Christina Rossetti del 1853 sintetizzano alla perfezione questo grande momento di cambiamenti:
"La PRB è ormai alla fine: Woolner è in Australia ad arrostire bistecche, Hunt si strugge per la terra di Cheope; D. G. Rossetti sdegna lo sguardo del volgo... ealla fine il grande Millais raggiunge l'apice e può fregiarsi dal titolo di socio della Royal Academy; non vi è nulla di nuovo: i fiumi sfociano nel mare, il frutto maturo cade dall'albero e la PRB si è estinta."
In questo periodo di trasformazione, i Preraffaelliti avevano già fatto una profonda impressione sull'arte del loro tempo, e le loro opere erano diventate oggetto di interesse e dibattito. Sebbene la prima fase fosse giunta al termine, il Preraffaellismo aveva gettato le basi per ulteriori sviluppi nell'arte vittoriana, dimostrando che la ricerca della verità e l'innovazione artistica potevano prosperare anche in tempi di cambiamento e sfide.



































































Articolo molto interessante, snello ma allo stesso tempo completo, in poche righe viene spiegata l'evoluzione dei preraffaeliti con tutti i suoi protagonisti. Articolo adatto sia a un pubblico di addetti ai lavori sia a un pubblico meno avvezzo alle questioni artistiche.
L'autrice in un susseguirsi di nozioni ben legate tra loro riesce a tenerti incollato alla spiegazione tenendo sempre alta l'attenzione anche grazie all'inserimento delle immagini incastonate perfettamente all'interno delle nozioni scritte.
Da studente di storia dell'arte in un corso magistrale userei tranquillamente questo piccolo trattato sui preraffaeliti come dispensa di studio per approfondire il suddetto argomento.
MARCO CASTELLUCCI.